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L'impresa e le società

La general partnership

La disciplina specifica delle general partnership è contenuta nel Codice Civile agli articoli 69 e seguenti.

I soci di una general partnership sono solidalmente responsabili con tutti i propri beni, insieme alla società, per le obbligazioni di quest’ultima, incluse quelle sorte prima
del loro ingresso nella compagine sociale.

Le limitazioni alle responsabilità dei soci sono inderogabili.

I creditori particolari
del socio hanno facoltà di chiedere la liquidazione della quota per il pagamento dei propri crediti, esclusivamente nel caso in cui il patrimonio personale del socio non sia sufficiente.
L’amministrazione è affidata ai soci e l’atto costitutivo può stabilire che le decisioni per l’amministrazione della società siano assunte con voto a maggioranza.

Per norma inderogabile, ogni socio ha diritto di accesso alla documentazione societaria, indipendentemente dal fatto che egli svolga funzioni di amministrazione. Inoltre, ogni socio ha diritto di agire per conto della società, salvo che l’atto costitutivo stabilisca che l’amministrazione e la rappresentanza sono congiunte.

Le limitazioni dell’atto costitutivo al potere di rappresentanza non sono opponibili ai terzi, salvo che si provi che il terzo era a conoscenza che il socio, con cui ha concluso un contratto, non aveva il potere di rappresentare la società.

I poteri di gestione e rappresentanza possono essere revocati con provvedimento dell’autorità giudiziaria su istanza di uno o più soci, in caso di colpa grave e incapacità di gestione e amministrazione.

I conferimenti devono essere effettuati nel termine previsto dall’atto costitutivo e, in caso di mancato versamento, il socio è obbligato al pagamento di un interesse di mora
del 10% della somma non versata e al risarcimento dei danni.

Il trasferimento della propria partecipazione a terzi è ammesso solamente con il consenso di tutti gli altri soci.

Ciascun socio ha diritto di recedere in qualsiasi momento dalla società e di ottenere la liquidazione della propria quota. Nel caso in cui lo statuto preveda una durata limitata della società, il recesso può essere esercitato solamente per giustificati motivi. Il socio, che sia receduto dalla società, risponde delle obbligazioni che sono sorte nei due anni precedenti l’approvazione
del bilancio dell’esercizio in cui recede.

Il recesso ha efficacia trascorsi sei mesi dalla comunicazione.

La società potrà proseguire la propria attività, solamente nel caso in cui tale possibilità sia prevista nell’atto costitutivo ovvero mediante accordo unanime dei soci.

Inoltre, i soci hanno diritto di richiedere all’autorità giudiziaria l’esclusione di un socio, sulla base di una delibera unanime degli altri soci, in caso di colpa grave e incapacità di gestione.

Si evidenziano, infine, i motivi per cui una società può essere liquidata:
• decisione dei soci;
• provvedimento dell’autorità giudiziaria in caso di violazione di legge (es. esercizio di attività riservate senza licenza);
• insolvenza;
• riduzione
del numero di soci a uno: in tal caso, in alternativa alla liquidazione, la società potrà essere trasformata in una società di capitali entro sei mesi.

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