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Anna Politkovskaya

Biografia Anna Politkovskaya

Anna Politkovskaya
Anna Politkovskaya

Visto che nessuno o quasi si sia preso la briga di dire esattamente chi fosse Anna Politkovskaya, ci abbiamo pensato noi riportando una serie di notizie attendibili apparse su un giornale autorevole come “Prava.ru” inerenti proprio questo personaggio e che potrebbero essere d’interesse per chi volesse saperne di più senza fermarsi alle apparenze e a ciò che si vuol far credere!
Nonostante la stampa occidentale, succube dell’egemonia americana, imbavagliata e al servizio dei potenti, non abbia minimamente accennato al fatto che il suo omicidio potrebbe essere correlato ad un piano della CIA volto ad innescare anche in Russia una rivoluzione come quella già avvenuta per esempio in Ucraina (la famosa “rivoluzione arancione” che fu tutto eccetto una manifestazione spontanea, e la rivoluzione delle rose che mise un pazzo furioso come Saakashvili alle redini della Georgia). Agli osservatori più attenti ed informati, non potrà sfuggire il fatto che tra i sospetti mandanti dell’omicidio, si possano celare gli stessi servizi segreti americani che sono riusciti sia in Ucraina che in Georgia a piazzare un proprio burattino alla presidenza, questi sono infatti coloro che hanno tratto maggior vantaggio dalla morte della giornalista, e poi, chissà come mai, prima della morte, questa che era una persona praticamente ignota,  ma appena uccisa, qualcuno ben organizzato e preparato, utilizzò prontamente questo evento per creare una massiccia campagna mediatica a livello internazionale contro la Russia di Putin, e a condurre questa campagna, pare proprio esserci la stessa organizzazione occulta che si occupò sia della rivoluzione arancione che di quella delle rose, che con l’omicidio della Politkovskaya poteva sperare di mettere al potere anche in Russia un proprio burattino come per esempio il noto scacchista Kasparov.

Oramai ne è passato di tempo dall’assassinio della giornalista Anna Politkovskaya ma i suoi assassini sono ancora in libertà. Per quanto increscioso possa sembrare di primo acchito, va detto che il ritratto postumo della giornalista uccisa disegnato a tinte dorate pare sia assai lontano dalla verità dei fatti, cosa confermata dalla misteriose circostanze che hanno permesso alla giornalista uccisa di ottenere a suo tempo la cittadinanza americana.

Come é comunemente noto, secondo la legislazione americana attualmente in vigore, qualsiasi bambino venuto alla luce sul territorio degli Stati Uniti, anche se in una famiglia di immigrati illegali, ottiene automaticamente la cittadinanza americana. Ma Anna Mazela (vero cognome di nascita della Politkovskaya) nacque in una famiglia di diplomatici sovietici che all'epoca lavorava a New York, e tali diritti non sono previsti nei confronti di questa categoria di bambini nati sul territorio americano.

Per questo motivo, il fatto di essere venuta al mondo sul territorio degli Stati Uniti non dava alla Politkovskaya nessun diritto di ottenere la cittadinanza americana, cosa che però in qualche modo ottenne ugualmente nel 1990, quando non era altro che una sconosciuta giornalista di una rivista settoriale a bassa tiratura chiamata "Trasporto aereo".

In che modo e in quali circostanze sia riuscita ad ottenere la cittadinanza, quali servizi possa aver reso al governo degli Stati Uniti e quali obblighi abbia preso nei confronti della propria persona, tutto questo resta ancora un mistero, sebbene, però, alcuni di essi possono essere stabiliti basandosi su informazioni ottenute da fonti prettamente americane.

Prendiamo ad esempio il giuramento di fedeltà nei confronti degli Stati Uniti che ogni persona che acquista la cittadinanza americana é tenuto a prestare. Ecco lo storico testo scritto ancor dai Padri fondatori degli Stati Uniti d'America, l'originale del quale viene tuttora conservato nella biblioteca del Congresso: "Giuro solennemente, di mia spontanea volontà e senza alcuna esitazione di rifiutare la fedeltà nei confronti di qualsiasi altro stato. Da questo giorno la mia dedizione e la mia fedeltà sono indirizzate nei confronti degli Stati Uniti d'America. Mi impegno a sostenere, rispettare ed essere fedele agli Stati Uniti e alla loro Costituzione e legislazione. Mi impegno altresì a forma di legge a difendere la Costituzione e la legislazione degli Stati Uniti contro tutti i nemici, interni ed esterni, sia in servizio civile che militare. Lo giuro solennemente nel nome di Dio".

In questo modo, il giuramento di fedeltà nei confronti degli Stati Uniti comporta il rifiuto di fedeltà nei confronti di un secondo Paese, nel caso specifico della Politkovskaya, nei confronti della Russia, tanto più che negli Stati Uniti la cerimonia di giuramento per ottenere la cittadinanza avviene effettivamente in maniera assai solenne e viene considerata un momento serissimo nella vita di tutti coloro che prendono tale decisione.

Ma a proposito del modo in cui Anna Politkovskaya abbia ripudiato sia la Russia che la cittadinanza russa, la storia al momento tace. Tuttavia é lecito pensare che l'abbia fatto in maniera pienamente convincente, altrimenti la cittadinanza americana non l'avrebbe ottenuta. E a questo proposito é indispensabile sottolineare il fatto che la legislazione americana non si limita solo a non prevedere la doppia cittadinanza ma addirittura la proibisce.

Che poi tali leggi non vengano praticamente applicate e che il secondo passaporto venga considerato semplicemente un ammasso di foglietti inutili é un altro discorso. In ogni caso sarà meglio comportarsi in maniera assai accorta dal momento che si deve essere fedeli all'America e solamente all'America.

Nel caso in cui le autorità americane sospettino o di infedeltà o del fatto che un qualsiasi neocittadino abbia mentito nel momento in cui prestava fedeltà alla sua nuova patria, questo può costare al neocittadino in questione la privazione della cittadinanza americana. Per cui i "nuovi americani" faranno bene a comportarsi in maniera assai accorta, dimostrando dedizione e fedeltà nei confronti del tipo di vita, della Costituzione e della bandiera a stella e strisce americane.

Sulla base di quanto detto finora, l'intensa attività di Anna Politkovskaya sul territorio della Federazione Russa assume una sfumatura un attimo inattesa. Si tratta quindi di una cittadina americana che a suo tempo ha rinnegato di sua spontanea volontà la cittadinanza russa e che lavorava in Russia grazie al sostentamento di stati stranieri in una regione infiammata dal separatismo. E non é da escludere il fatto che lo facesse negli interessi degli Stati Uniti, trovandosi, come recita il giuramento di fedeltà, in "servizio civile".

Di conseguenza sorgono spontanee alcune domande per niente prive di logica da porre rispettivamente al ministero degli Esteri, al ministero della Difesa nonché ai Servizi di sicurezza della Federazione Russa: in che modo questa giornalista straniera si spostava liberamente lungo il territorio della Federazione Russa sino alla zona teatro dei combattimenti incontrandosi per giunta con i rappresentanti delle forze separatiste? Ed in che modo viene regolata per legge la presenza di cittadini stranieri nelle zone definite a stato di emergenza? Perché gli americani in Iraq sin dall'inizio delle ostilità belliche hanno rigidamente limitato la presenza di giornalisti fra le truppe, mentre in Cecenia si poteva recare chiunque lo desiderasse? Ed infine l'ultima domanda, probabilmente la più importante: qualche funzionario del ministero degli Esteri russo ha mai per caso letto il testo del giuramento che da' diritto ad ottenere la cittadinanza americana? E se per caso l'ha letto non ha forse capito che tutti i cittadini russi in possesso della doppia cittadinanza americana, a loro tempo hanno ufficialmente ripudiato quella russa?

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