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Area di San Pietroburgo

Valutazione della penetrazione commerciale dei prodotti italiani sul mercato locale

Nel biennio 2003-2004 la quota delle importazioni dall’Italia è passata dal 3,6 al 4,0%, mentre nel 2005 ha subito un arretramento al 3,3%. Le forniture dall’Italia sono infatti cresciute ad un tasso elevato (15,7%), ma inferiore alla crescita degli acquisti complessivi dall’estero. Un arretramento di quota hanno registrato anche i principali fornitori dell’area (Germania e Finlandia). I migliori risultati sono stati registrati da Cina e Brasile: il primo in particolare ha continuato la corsa iniziata nel 2001, proponendosi come fornitore di prodotti di consumo di fascia medio-bassa.

In valore assoluto gli acquisti dall’Italia - transitati attraverso le dogane di San Pietroburgo - si collocano nell’ordine di 700 milioni di USD. Oltre il 50% di tale valore ha come destinatario la città di San Pietroburgo e la Regione di Leningrado. Da un punto di vista settoriale, le importazioni dall’Italia confermano la loro focalizzazione sui tradizionali settori delle attrezzature industriali, dei prodotti agroindustriali, e quelli chimici e dei mobili. Per quanto concerne i beni di consumo (abbigliamento e calzature, gioielleria, ecc.), il posizionamento e’ buono, in particolare per le calzature. Anche a San Pietroburgo i beni di consumo importati dall’Italia si collocano nella fascia alta e medio-alta, rivolgendosi a quel segmento di consumatori russi che gode di redditi elevati.

I dati locali sul commercio estero sono inficiati dal fatto che l’ingresso in Russia di una vasta gamma di beni di consumo (ma non solo) viene rilevato in modo parziale, perchè molti di essi entrano da dogane diverse (in particolare Mosca) ed a queste vengono imputati. Si tratta di prodotti in cui l’Italia vanta una forte specializzazione e che sono largamente presenti nella distribuzione locale: abbigliamento, calzature, gioielleria, mobili, tessuti, prodotti enogastronomici ed altro. La domanda potenziale di prodotti italiani è quindi molto più ampia di quanto si può rilevare dai dati statistici ufficiali.

È da ritenere che la posizione italiana nell’area sia suscettibile di miglioramenti alla luce della complementarieta’ tra offerta italiana e domanda locale. In particolare, opportunità esistono -oltre che per i tradizionali settori dei beni di consumo durevoli e non - per i settori della meccanica strumentale, della trasformazione alimentare, del confezionamento e dell’imballaggio. Molto interessanti si presentano le prospettive nella città di San Pietroburgo nel comparto delle costruzioni in tutti i suoi comparti (materiali per costruzione e per interni, attrezzature, impiantistica per abitazioni, ecc) in conseguenza del processo in corso di costruzione di nuovi immobili, di nuovi centri servizi e supermercati, di restauro del centro storico e di riqualificazione delle aree industriali dismesse. Nei prossimi anni si prevedono anche numerosi interventi nei settori delle “public utilities” data la necessità di riorganizzare, o rinnovare, numerosissimi servizi come la distribuzione dell’acqua, il sistema di teleriscaldamento, il sistema di illuminazione pubblico, ecc. Da segnalare che la ditta italiana “Guzzini” dovrebbe realizzare nel prossimo futuro un rilevante progetto: la nuova illuminazione della Prospettiva Nevskij, dall’Ammiragliato alla Ploshad Vosstania, nel quadro del programma lanciato dal Governo di San Pietroburgo “Città luminosa”.

Molti progetti in cantiere nel settore dei lavori pubblici, soprattutto per la riqualificazione di aree cittadine, come ad esempio il progetto “Nuova Olanda” che prevede la riabilitazione e la ristrutturazione di un’area già appartenete alla Marina Militare, situata nel centro di San Pietroburgo. Si è in attesa dei bandi di gara per la costruzione di una nuova linea metropolitana e della nuova autostrada per Mosca. Continuano i lavori per la realizzazione della bretella occidentale ad alta velocità di San Pietroburgo (“Western high speed diameter”). La strada avrà una lunghezza totale di 46,4 km e permetterà di rendere più rapido ed efficiente il collegamento tra il corridoio Helsinki-San Pietroburgo-Mosca e le infrastrutture industriali e portuali di San Pietroburgo. La sezione meridionale dell’arteria dovrebbe essere realizzata entro il 2008; l’intero progetto dovrebbe essere completato entro il 2010. Gli investimenti attualmente allocati sono di 620 milioni di USD, pari a circa un terzo del costo totale.

Valutazione degli investimenti diretti da e verso l’Italia

Gli investimenti italiani in attività produttive o servizi nelle regioni del Nord Ovest della Russia sono ancora molto limitati. Le ragioni di questa situazione sono molteplici: forte concentrazione della presenza italiana nella zona di Mosca per motivi storici e per una maggiore dotazione infrastrutturale di tale area; scarsa conoscenza da parte degli operatori italiani delle opportunità dell’area del Nord Ovest, considerata prevalentemente come zona turistica; minore capacità degli operatori locali a sollecitare investimenti stranieri.

Secondo i dati relativi al primo semestre del 2005, il volume degli investimenti a San Pietroburgo e nella Regione di Leningrado sarebbe cresciuto del 13,4%, rispetto allo stesso periodo del 2004. Nel 2004 il volume degli investimenti stranieri nell’economia di San Pietroburgo e della Regione di Leningrado aveva raggiunto il valore di un miliardo di USD (985,1 mln di USD di cui 111,9 mln come investimenti diretti, 24,7 mln come investimenti di portafoglio e 848,5,0 come altri investimenti), con una crescita del 41,6% rispetto al 2003. La capacità di attrazione degli investimenti sembra destinata ad aumentare in conseguenza dell’affermarsi del ruolo di San Pietroburgo e, probabilmente, della saturazione di Mosca. In particolare stanno crescendo gli investimenti nella grande distribuzione e nel settore dell’automobile. Per quanto concerne gli altri settori, la creazione del distretto tecnologico/produttivo previsto dal governo federale potrebbe dare un nuovo impulso a San Pietroburgo. Aspettative interessanti si aprono per la Regione di Kaliningrad, che gode di un trattamento speciale.

Il principale investimento italiano realizzato è quello della Merloni Termosanitaria (oltre 35 miloni di USD), con uno stabilimento per la produzione di caldaie domestiche, a Vsevolozhsk, nella Regione di Leningrado. Con tale impianto, Merloni si assicura la meta` dell’intero mercato russo che assorbe circa 1 milione di pezzi all’anno.

Da settembre 2005 ha iniziato la produzione la ditta Plast (componentistica per elettrodomestici) che prevede un investimento di 7/8 milioni di USD. Sono inoltre in funzione altri 5 centri di piccole dimensioni per la produzione rispettivamente di calzature, di materiali per il confezionamento, di formaggi, di materiali per isolamento edilizio.

L’azienda COECLERICI ha in essere dal 2002 un Accordo con il porto commerciale di Murmansk per la gestione di due banchine per il caricamento del carbone, avendo precedentemente finanziato la modernizzazione di una miniera di carbone nella Regione di Kemerovo. A seguito della privatizzazione del porto commerciale di Murmansk, l’accordo per la gestione delle due banchine ha subito alterne vicende ed attualmente COECLERICI utilizza una sola banchina per il caricamento del carbone.

Nel 2004, l’ENEL ha vinto una gara per la gestione di una centrale termoelettrica localizzata a 12 km da San Pietroburgo, in “joint venture” con la società russa ENS. Il contratto, triennale, è stato ottenuto a seguito di gara internazionale e costituisce il primo caso di presenza di un operatore straniero nel sistema elettrico russo. La proprietà della centrale, che rappresenta l’impianto tecnologicamente piu' avanzato della Russia, è di una Società per azioni, la cui maggioranza è detenuta da RAO-UES, monopolista del sistema elettrico russo. Finora la totalità del gas prodotto è stata esportata in Finlandia. In base ad un Accordo concluso recentemente con la città di San Pietroburgo, la centrale comincerà - entro il 2006 - a fornire calore al quartiere limitrofo di Primosky.

Dal novembre del 2004 l’Alitalia ha attivato un collegamento diretto con 4 voli settimanali tra San Pietroburgo e Milano. Nel 2005 è stato aperto un ufficio nel centro cittadino, che affianca lo sportello presente in aeroporto. Attualmente, la frequenza è giornaliera e cio` dovrebbe favorire l’intensificazione dei flussi turistici e facilitare le relazioni d’affari.

L’interesse delle ditte italiane verso l’area è in crescita, anche se i risultati seguono con lentezza. La Natuzzi sta valutando l’opportunità di installare un centro produttivo a Kaliningrad. La ditta Margheri ha iniziato i lavori per la costruzione di un grande centro commerciale al confine settentrionale della citta` (zona Bugry).

A San Pietroburgo sono presenti una trentina di aziende italiane con propri uffici di rappresentanza o punti vendita. Tuttora modesta la presenza delle Banche italiane, con l’eccezione di Banca Intesa - per il tramite della banca KMB di recente acquisita (presente anche in altre regioni russe) - e del Gruppo Unicredito per il tramite dell’International Moscow Bank (ottava banca russa per totale attivo). L’Italia è inoltre assente dal settore della grande distribuzione.

Le valutazioni effettuate sulla base delle dichiarazioni delle ditte italiane consentono di stimare l’investimento complessivo negli ultimi 3/4 anni, fino a tutto il 2005, in circa 70 milioni di USD. Non entra in tale computo, perche’ non calcolabile, l’investimento in immobili che viene effettuato a San Pietroburgo da ditte e privati italiani.

Tenuto conto dell’andamento della domanda interna e della concorrenza sia locale che estera, i settori con maggiore opportunità riguardano le calzature, i mobili, le attrezzature per l’industria alimentare e soprattutto i materiali da costruzione e per interni. Sono da evidenziare anche i comparti delle infrastrutture e dei servizi urbani (trasporti, illuminazione, distribuzione di gas, acquedotti, ecc.), che richiederanno investimenti ingenti nei prossimi anni.

La questione degli investimenti diretti è stata al centro degli incontri che l’Ambasciatore Surdo ha avuto a san Pietroburgo a metà settembre con il Governatore della Regione di Leningrado, Serdyukov, e con il Governatore della Città, Matvienko. Nell’occasione, è stato espresso l’auspicio di una loro significativa espansione in entrambe le direzioni. L’attenzione si è concentrata su due iniziative principali: il progetto dell’interporto di Bologna e l’alta tecnologia. La realizzazione nella Regione di Leningrado di un interporto sul modello di Bologna potrebbe rappresentare una priorità strategica, per la rilevanza dell’investimento e per il potenziale di catalizzatore di altre iniziative di comune interesse. Quanto all’alta tecnologia, si è convenuta la creazione di un tavolo locale di lavoro italo-russo che comprenda gli attori a vario titolo interessati, con l’obiettivo fondamentale di individuare i settori specifici su cui concentrare l’attenzione, quali potrebbero essere ad esempio la medicina, l’energia, l’elettronica ed il restauro. Il tavolo di lavoro è stato avviato dietro nostro impulso.

Valutazione delle potenzialità di cooperazione commerciale ed industriale nei settori ad alto contenuto tecnologico

Si ritiene che siano di reale interesse le potenzialità di cooperazione commerciale ed industriale nei settori ad alto contenuto tecnologico, tenuto anche conto della recente entrata in vigore della legge federale sulle “Zone economiche speciali” (ZES). La città di San Pietroburgo, conformemente alla sua vocazione di area di produzione ad alto contenuto tecnologico, svilupperà in particolare l’innovazione, la ricerca scientifica e la tecnologia; le imprese che vi si stabiliranno potranno contare sull’abolizione di tutte le tasse locali per 5 anni (a partire dal marzo 2006) e su contributi federali per infrastrutture e servizi.

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