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Destinazioni

Volgograd

Importante centro industriale e commerciale, nodo ferroviario e porto fluviale, è collegata al fiume Don al canale Volga-Don .Tra le industrie di maggiore importanza si segnalano quelle petrolifera, navale, siderurgica, metallurgica, chimica, alimentare, meccanica e del legno.Dal 1980 è inoltre sede di un'università.
Volgograd fu fondata nel 1589 come Caricyn, fortezza occupata due volte dai ribelli cosacchi nel XIX secolo divenne un importante porto fluviale, nel 1917 fu occupata dai bolscevichi e, durante la successiva guerra civile (1919), passò sotto il controllo delle Armate bianche.
Nel 1925 la città venne ribattezzata Stalingrado in onore di Stalin che l'aveva difesa dalle Armate bianche. Durante la seconda guerra mondiale Stalingrado fu tra gli obiettivi dell'esercito tedesco: i tentativi di prendere la città si protrassero dall'agosto 1942 fino alla battaglia di Stalingrado , nel 1943, che arrestò l'avanzata tedesca in URSS pur a prezzo di enormi perdite e della quasi totale distruzione della città.
Dopo aver attraversato il Don a Kalac, la sesta armata tedesca, comandata dal generale il don Paulus,venne a contatto con le difese periferiche di Stalingrado verso la metà di agosto.   Il piano tedesco prevedeva la conquista della città e l'interruzione del traffico fluviale sul Volga. Stalingrado era presidiata dalla sessantaduesima armata sovietica al comando del generale Cujkov che si difese combattendo  con estremo accanimento su un fronte di 40 km. Il 19 agosto venne sferrato il primo attacco tedesco,il 23 il Volga venne raggiunto in vari punti, ma non poté essere attraversato; il 13 settembre un nuovo attacco permise ai tedeschi di sfondare nel settore centrale. Il 4 ottobre le truppe di von Paulus lanciarono nuovi assalti contro i complessi delle fabbriche di trattori <<Ottobre rosso>> e <<Barricate>>, dando inizio a violentissimi scontri corpo a corpo.
L'avanzata tedesca venne rallentata e poi fermata grazie soprattutto all'artiglieria sovietica che al comando del  generale Voronov martellò incessantemente le posizioni avversarie. Con il numero degli affettivi paurosamente decimato von Paulus propose di ritirarsi dal settore di Stalingrado, ma Hitler ordinò il 14 ottobre di resistere in posto e di proseguire i combattimenti. Il 19 novembre i sovietici passarono all'offensiva con due potenti attacchi guidati dal maresciallo Rokossovskij e dal generale Eremenko,che partendo rispettivamente da nord a da sud della città effettuarono una conversione a occidente di essa riunendosi poi a Kalac il 23 novembre. In tal modo la sesta armata tedesca (22 divisioni per un totale di 330.000 uomini circa) si trovò accerchiata. Il 12 dicembre il feldmaresciallo von Manstein lanciò una controffensiva con 13 divisioni per cercare di liberare le forze tedesche circondate, ma le sue truppe furono obbligate a fermarsi a una quarantina di km da Stalingrado e il 24 dicembre costrette a ripiegare. Il 4 gennaio  1943 lo stavka approvò il piano per l'annientamento sistematico delle forze tedesche. L'8 gennaio von Paulus respinse un ultimatum sovietico e il 10 l'armata rossa sferrò l'offensiva finale che iniziò con una massiccia preparazione di artiglieria attuata da 3500 pezzi. Il 31 gennaio  von Paulus, nominato poco prima feldmaresciallo, preferì arrendersi con il gruppo settentrionale al comando del generale Strecker. Furono fatti prigionieri 91.000 tedeschi, fra cui 24 generali e 2.500 ufficiali, mentre oltre120.000 uomini rimasero uccisi; una parte dei feriti era stata evacuata per via aerea. La battaglia,combattuta accanitamene da ambo le parti, fu una della più sanguinose della seconda guerra mondiale e segnò una svolta decisiva delle operazioni sul fronte orientale.

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