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Grigorij Rasputin

Rasputin
Rasputin

Il monaco russo Grigorij Efimovic Rasputin (Pokroyskoe 1865 Pietroburgo 1916), originario di una famiglia di contadini siberiani, è noto sia per i costumi estremamente dissoluti (il soprannome Rasputin, datogli in gioventù, significa appunto corruttore) sia per la nefasta influenza da lui esercitata sulla famiglia imperiale russa, in particolare sulla zarina Alessandra Feodorovna e, tramite lei, sullo zar Nicola II. Alla luce degli eventi successivi alla morte di Rasputin, si può affermare che l'inspiegabile ascendente da lui goduto a corte finì per distruggere il già vacillante prestigio della famiglia imperiale, contribuendo in maniera determinante alla definitiva decadenza della dinastia Romanov.

Preceduto dalla fama di eccezionale taumaturgo, fece il suo ingresso a corte intorno al 1907 e in breve seppe conquistarsi la fiducia e la gratitudine della zarina per le cure da lui prestate, con apparente successo, allo zarevic Alessio. In realtà Rasputin si limitava probabilmente ad alleviare, tramite l'ipnosi, le sofferenze procurate al principe ereditario dall'emofilia di cui era sofferente fin dalla nascita, ma la zarina - che vedeva inoltre in questo rude monaco un genuino rappresentante del popolo russo - ne fece in breve il suo consigliere privilegiato.

Con l'andar del tempo, però, e con il crescere del suo potere, il comportamento di Rasputin divenne sempre più scandaloso ed egli, ritenendosi evidentemente inattaccabile, giunse a sfidare la potente nobiltà russa che gravitava intorno alla corte.

Allo scoppio della prima guerra mondiale lo zar Nicola volle assumere personalmente il comando delle truppe (1915), permettendo così alla moglie e a Rasputin di prendere in mano le redini del governo. Lo scontento già da tempo latente negli ambienti di corte si concretizzò a questo punto in una congiura di palazzo, cui parteciparono numerosi nobili e ufficiali. Invitato a cena da uno di loro, a Rasputin fu dapprima somministrata una grande quantità di veleno, ma senza alcun apprezzabile risultato; colti dal panico, i cospiratori lo ferirono allora ripetutamente con colpi d'arma da fuoco, per poi scaraventarne il corpo - che dava ancora segni di vita - nella Neva.

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