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Accordi su diritti industriali

Secondo l’ampia definizione contenuta nel regolamento CE n.772/2004 del 27 aprile 2004 (che ha abrogato il Regolamento n. 240/96 del 31 gennaio 1996) per “accordo di trasferimento di tecnologia”, si intende “un accordo di licenza di brevetto, un accordo di know how, un accordo di licenza di diritti d’autore sul software o un accordo misto di licenza di brevetto, di know-how o di diritti d’autore sul software, compreso qualsiasi accordo di questo tipo contenente disposizioni relative alla vendita ed all’acquisto di prodotti o relative alla concessione in licenza di altri diritti di proprietà di beni immateriali o alla cessione di diritti di proprietà di beni immateriali, a condizione che tali disposizioni non costituiscano l’oggetto primario dell’accordo e siano direttamente collegate alla produzione dei prodotti contrattuali: sono considerati accordi di trasferimento di tecnologia anche le cessioni di brevetti, di know-how, di diritti d’autore sul software, o di una combinazione di tali diritti, ove parte del rischio connesso allo sfruttamento della tecnologia rimanga a carico del cedente, in particolare quando il corrispettivo della cessione dipende dal fatturato realizzato dal cessionario per i prodotti
realizzati utilizzando la tecnologia ceduta, dai quantitativi prodotti o dal numero di atti di utilizzazione della tecnologia in questione”.

Con il termine tecnologia, quindi, si fa riferimento al complesso di conoscenze tecniche, esperienze, formule, progetti, che l’impresa possiede ed impiega in un dato ciclo produttivo o altro processo industriale. Si tratta di beni di carattere immateriale, coperti o meno da diritti di proprietà industriale (marchi, brevetti, disegni, modelli), i quali concorrono alla formazione del patrimonio dell’impresa.

Il “trasferimento di tecnologia” consente la circolazione delle innovazioni, facendo acquisire all’impresa destinataria del trasferimento dati, informazioni e conoscenze nuove, che accrescono la produttività e l’efficienza dell’azienda.

Il trasferimento può avvenire seguendo tipologie contrattuali differenti ed in particolare o mediante vendita pura e semplice o, più frequentemente, mediante contratti di licenza, con i quali il titolare dei beni immateriali in oggetto, brevetti, marchi, know-how, pur conservandone la proprietà, concede al licenziatario il diritto di utilizzarli nella propria attività (godimento).

Le licenze di tecnologia si sono rivelate un potente strumento di penetrazione dei mercati in crescita dei Paesi in via di sviluppo, soprattutto in presenza di politiche protezionistiche intese a limitare l’importazione mediante l’imposizione di dazi doganali o di altre misure restrittive (es. contingentamenti).

I beni e servizi, che l’impresa straniera desidera commercializzare nel paese considerato, vengono infatti prodotti da imprese locali, con o senza partecipazione estera, attraverso l’impiego dell’avanzata tecnologia concessa in licenza, e dunque non sono soggetti ai dazi doganali e ad altre misure restrittive.

In alcuni casi, i contratti di licenza di tecnologia costituiscono altresì per il licenziante uno strumento per decentrare la produzione, sfruttando i minori costi ottenibili nei paesi in via di sviluppo rispetto a quelli dei paesi industrializzati (ad es. minore costo della manodopera). In tale ipotesi il contratto prevede anche la cessione al licenziante di una certa quantità dei beni realizzati con l’impiego della tecnologia licenziata.

La cessione pura e semplice, invece, riguarda, di solito, tipi di processi e di tecniche che l’impresa cedente, per diversi motivi, non intende più continuare ad utilizzare. Ed infatti con la cessione, il titolare si spoglia di ogni diritto sui beni ceduti.

L’oggetto dei contratti di licenza è costituito da formule, esperienze, tecniche, brevettate o brevettabili, ancorché non brevettate, o anche da conoscenze non brevettabili, che tuttavia abbiano un significativo valore economico in quanto, non essendo divulgate, attribuiscono al possessore un vantaggio competitivo rispetto agli altri operatori del settore. Con riferimento all’oggetto si è soliti distinguere tra:
licenze pure, di brevetto o know-how, e
licenze miste, di brevetto e know-how, dove quest’ultimo costituisce in genere la modalità operativa di applicazione del brevetto, e infine
• accordi di licensing, nei quali, oltre alla concessione del diritto di sfruttare il brevetto, il licenziante concede altresì l’uso del proprio marchio e si impegna a fornire servizi di assistenza tecnica e di formazione del personale del licenziatario e talvolta anche i macchinari e gli impianti necessari alla produzione.

Contenuto essenziale di ogni contratto di licenza è dunque la concessione in uso di brevetti, marchi, know-how. A tale contenuto accedono poi una serie di clausole, eventuali, volte a tutelare il licenziatario (ad es. esclusiva territoriale, garanzia della qualità della tecnologia licenziata, garanzia dei risultati), o il licenziante (obbligo di mantenere segrete le informazioni e conoscenze acquisite, obbligo di servirsi della tecnologia solo nei limiti contrattuali, divieto di concorrenza, etc.).

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