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Adempimenti formali

La Convenzione Italia

La Convenzione Italia – Russia contro le doppie imposizioni sul reddito

Il regime stabilito dalla Convenzione (firmata a Roma il 9 aprile 1996, ratificata dall’Italia con Legge 09/10/1997, n. 370 ed efficace dal 1° gennaio 1999) per le più comuni tipologie reddituali è il seguente:

Redditi immobiliari (art. 6): i redditi ottenuti dal residente di uno Stato contraente da immobili (inclusi quelli agricoli e forestali) situati nell’altro Stato contraente sono imponibili nello Stato della fonte, ossia nello Stato nel quale sono ubicati gli immobili. Sono compresi i redditi derivanti dall’uso diretto, dalla locazione e da qualunque altra forma di sfruttamento degli immobili.

Redditi di impresa (art. 7): gli utili di un’impresa di uno Stato contraente sono imponibili soltanto in questo Stato (Stato della residenza).
Tuttavia, se l’impresa svolge attività nell’altro Stato contraente per mezzo di una stabile organizzazione, gli utili dell'impresa saranno imponibili nell’altro Stato, ma solo per la parte attribuibile alla stabile organizzazione.

Gli utili della stabile organizzazione sono determinati tenendo conto delle spese sostenute per la realizzazione degli obiettivi della stabile organizzazione, le spese di direzione e le spese generali di amministrazione, sia nello Stato in cui è situata la stabile organizzazione, sia altrove.

Gli utili da attribuire alla stabile organizzazione devono essere determinati ogni anno con lo stesso metodo, a meno che non esistano validi motivi per un cambiamento di metodologia.

Anche se la Convenzione adotta il generale principio di ripartire il reddito fra casa madre e stabile organizzazione in base al luogo di produzione dei profitti, ciascuno Stato contraente può determinare metodologie alternative di ripartizione dell'imponibile, a condizione che siano rispettati i generali principi dettati dall’art. 7.

Dividendi (art. 10): i dividendi distribuiti da una società residente in uno Stato contraente a un residente dell’altro Stato contraente sono imponibili nello Stato del percettore (Stato della residenza).

Tuttavia, i dividendi possono essere tassati anche nello Stato della fonte (ossia nello Stato nel quale risiede la società erogante), secondo la legislazione di tale Stato, ma, se la persona che percepisce i dividendi ne è l’effettivo beneficiario, l'imposta applicata non può eccedere:
• il 5% dell’ammontare lordo dei dividendi, se il beneficiario è una società che detiene direttamente almeno il 10% del capitale della società che distribuisce i dividendi (la quota di partecipazione deve essere pari almeno a 100.000 dollari statunitensi o l’equivalente di tale somma in altra valuta);
• il 10% dell’ammontare lordo dei dividendi in tutti gli altri casi.

Interessi (art. 11): gli interessi provenienti da uno Stato contraente e pagati ad un residente dell’altro Stato contraente sono imponibili nello Stato di residenza del percettore. La Convenzione ammette, comunque, che tali interessi possano essere tassati anche nello Stato della fonte, ma con un’aliquota non superiore al 10%, se il percettore ne è l’effettivo beneficiario.

Canoni (Royalties) (art. 12): le royalties provenienti da uno Stato contraente e pagate ad un residente dell’altro Stato contraente sono imponibili solamente in detto altro Stato se il percettore ne è il beneficiario effettivo.

Le disposizioni convenzionali su dividendi, interessi e royalties non si applicano nel caso in cui il percettore eserciti nell'altro Stato contraente (Stato della fonte) una attività commerciale o industriale o una libera professione tramite una stabile organizzazione ed il diritto o il bene che genera i canoni si ricolleghi all’attività ivi esercitata; in tal caso la potestà impositiva spetta all’altro Stato contraente secondo la propria legislazione interna.

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