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Il sistema valutario

Finanza agevolata

Vanno, poi, menzionati i regimi agevolativi gestiti da istituti di diritto italiano a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese italiane. Tra questi istituti si segnalano, in particolare:
• i crediti all’esportazione;
• i fondi a sostegno della costituzione di joint-venture in paesi extra-UE.

I crediti all’esportazione non sono soggetti a vincoli per quanto riguarda i paesi di destinazione dei flussi di export; di conseguenza, sono applicabili indistintamente ad operazioni di esportazione sia intra-UE sia extra-UE. Il fondamento normativo dei crediti all’export è rinvenibile nel D.Lgs. n.143 del 1998, ex legge 227 del 1977. Lo strumento in discorso consente alle imprese esportatrici italiane di accordare agli acquirenti esteri delle dilazioni di pagamento a medio/lungo termine a condizioni agevolate; i tassi d’interesse, infatti, sono in linea a quelli offerti da concorrenti di paesi OCSE. In particolare, i tassi minimi (CIRR – tasso d’interesse commerciale di riferimento) sono definiti mensilmente in sede OCSE in funzione della valuta di denominazione del credito all’esportazione. La base di calcolo è data dalle quotazioni di titoli pubblici a medio/lungo termine cui si somma un margine dell’1%. Attualmente, i tassi di riferimento sull’euro variano
dal 4% al 5% a seconda della scadenza. Il tasso che governa l’operazione di finanziamento è determinato all’atto della fase di negoziazione dell’operazione o della stipula del contratto ed è fisso per tutta la durata dell’operazione. La procedura da seguire prevede l’inoltro di apposita istanza alla SIMEST (Società Italiana per le Imprese all’Estero) da parte della banca finanziatrice o direttamente dall’esportatore; la decisione in merito all’accoglimento o al rigetto della domanda
spetta al Comitato agevolazioni di SIMEST, entro un termine di 90 giorni dalla data della domanda. L’importo finanziato copre al massimo l’85% dell’importo della fornitura e la durata dell’agevolazione è pari o superiore ai 24 mesi dalla spedizione o consegna; la durata massima è determinata in base agli accordi commerciali.

Il decreto, inoltre, prevede specificamente le tipologie di export che possono beneficiare dell’agevolazione; trattasi, in particolare, di forniture di macchinari, impianti, studi, progettazioni, lavori e servizi, semilavorati o beni intermedi destinati ad essere integrati in beni d’investimento. Tecnicamente, l’agevolazione si traduce in un finanziamento concesso da una banca all’impresa italiana esportatrice a fronte della dilazione accordata alla controparte estera (credito fornitore) ovvero direttamente all’acquirente estero (credito acquirente). Il finanziamento può essere denominato tanto in euro quanto nelle principali valute, con l’unica limitazione che la valuta di denominazione deve essere la stessa del contratto di fornitura.

Un istituto particolare di credito agevolato è quello proposto dall’art. 22 comma V del decreto legislativo n. 143 del 1998. Lo scopo è di finanziare le spese relative a studi di fattibilità collegati ad esportazioni o ad investimenti italiani all’estero in Paesi non appartenenti all’Unione Europea.

Il finanziamento copre il 100% del totale complessivo delle spese in preventivo per una durata massima di 3 anni e 6 mesi, compreso un periodo di preammortamento di 6 mesi in cui sono corrisposti solo gli interessi. Risultano finanziabili le spese inserite nel preventivo a firma del Legale Rappresentante (salari, emolumenti dovuti a consulenti o ad esperti, viaggi, studi di supporto, test, altre spese di natura tecnica che risultino strettamente collegate allo studio da effettuare).

Tecnicamente, si tratta di operazioni garantite, ove le forme di garanzia ammesse a fronte del finanziamento ricevuto sono: fideiussione bancaria e/o assicurativa redatta secondo lo schema predisposto dalla SIMEST e rilasciata dalle banche o compagnie assicurative di gradimento della SIMEST medesima; fideiussione di Consorzi di Garanzia Collettiva Fidi (Confidi) appositamente convenzionati con SIMEST; pegno su titoli.

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